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Economia Irlanda

Economia Irlanda

L’Irlanda è uno dei paesi a maggiore sviluppo economico dell’Europa. Entrata a far parte dell’Unione Europea nel 1973 e avendo aderito all’Euro nel 2002, l’Irlanda ha un modello economico che risulta quasi un esempio per gli altri paesi.

Fino al 1922, l’isola apparteneva alla Gran Bretagna e la sua economia era povera e basata su sistemi tradizionali ed erano massicci i flussi migratori verso il Nord America e il Regno Unito, anche a causa delle epidemie e delle carestie che avevano colpito l’Irlanda a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Dopo aver ottenuto l’indipendenza e iniziato un processo governativo di sviluppo e ammodernamento in ogni aspetto della società, solo dopo la Seconda Guerra Mondiale l’Irlanda riesce ad avere trend positivi di crescita e un’economia autosufficiente di ottimi livelli.

Da sempre l’agricoltura ha rappresentato il settore trainante dell’economia irlandese: quasi tre terzi del territorio è infatti occupato da terreni coltivati e da pascoli (è basilare soprattutto l’allevamento di bovini), grazie alla sua conformazione collinare, all’erba ricca e verde, al cima mite che favorisce la coltivazione e alla presenza di corsi d’acqua che facilitano l’irrigazione dei campi.

Nonostante un processo di modernizzazione dei processi produttivi, a partire dagli anni Cinquanta il settore industriale e dei servizi hanno preso il sopravvento sul settore primario impegnando quasi il settanta percento della forza lavoro e diventando il fulcro dell’economia nazionale. Questo “sorpasso” è stato possibile anche a causa di malattie ed epidemie che hanno colpito gli allevamenti di bovini - ad esempio l’encefalopatia spongiforme bovina, l’afta epizootica e quello che è stato comunemente definito come il virus della “mucca pazza” – che hanno dimezzato il numero degli animali influendo sulle macellazioni a scapito dell’industria alimentare nazionale e facendo precipitare il numero delle esportazioni verso gli altri paesi europei.

A compensare questi problemi del settore primario, c’è il buon andamento del settore terziario e dei servizi dove l’Irlanda si posiziona nei posti alti del ranking europeo, registrando un notevole incremento nel turismo e nei servizi finanziari e legali. Dopo l’ingresso del paese nella UE si registra un boom economico e sociale che poteva contare su una solida presenza amministrativa sia a livello nazionale che locale che puntava a migliorare il sistema fiscale e tributario e ad incentivare il mondo del lavoro.

Nel giro di qualche decennio l’Irlanda è diventato il principale esportatore mondiale di software e numerose sono le multinazionali estere che hanno la loro sede sul territorio dell’isola grazie ai bassi costi fiscali e al buon gradi di specializzazione e professionalità dei lavoratori irlandesi. Aziende leader mondiali come IBM, Dell, Intel, Apple hanno loro sedi in Irlanda e soprattutto i loro call center di assistenza ai clienti, dove la conoscenza pressoché madrelingua della lingua inglese rappresenta un plus di notevole importanza rispetto ai più economici ma meno professionali paesi asiatici e africani.

La presenza di numerose multinazionali estere è dovuta anche alla non tassazione dei diritti d’autore per cui l’Irlanda è scelta come base per la commercializzazione di prodotti coperti da copyright come musica, film e prodotti di elaborazione informatica. Inoltre il sistema tributario nazionale prevede una particolare attenzione alle imposte sul reddito aziendale.
Inoltre, il controllo diretto del governo irlandese sui settori dell’economia nazionale, comunque aperti ai competitors e al settore privato, determina un sistema accentrato che garantisce efficienza. Solo negli ultimi due /tre anni per fronteggiare la crisi finanziaria ed economica internazionale è in atto un sistema di privatizzazione di alcune aziende statali, come la “Air Lingus”, la compagnia aerea di bandiera dell’Irlanda.

Lo stato, comunque, agevola l’economia e lo sviluppo sociale grazie all’assistenzialismo nelle politiche di Welfare: fornisce e garantisce ai cittadini il diritto allo studio e all’educazione che sono gratuiti, l’assistenza sanitaria di base gratuita per disoccupati e fasce povere della società, assistenza ospedaliera gratuita per tutti e un sistema pensionistico tra i più alti ed efficienti d’Europa.
Inoltre lo stato cerca di mantenere basso l’indice di disoccupazione e comunque garantisce un buon assegno di disoccupazione settimanale.

Da qualche decennio sono in atto politiche economiche e sociali mirate alla distribuzione equa dell’onere tributario tra i cittadini in base alle fasce di reddito; questo efficiente sistema crea quindi un clima sociale equilibrato e sereno che agevola lo sviluppo, permette di avere una buona qualità della vita e un’economia orientata all’aumento dei consumi con una crescita generale superiore alla media europea e un reddito medio individuale che è in costante incremento.