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Tradizioni

Musica irlandese

Musica irlandese - musiche celtiche

La tradizione musicale irlandese è molto antica: risale ai secoli in cui i poeti cantori cantavano le gesta delle casate nobili d’Irlanda accompagnandosi con l'arpa celtica o con la “crwth”, uno strumento ad arco simile alla crotta medioevale.

Gli strumenti più caratterizzanti della musica irlandese sono il “fiddle (cioè il violino, così chiamato nel contesto folk), l’arpa celtica, l’ “uillean pipes “(una particolare cornamusa), il “tin whistle” (flauto di latta), il flauto traverso in legno, il “bouzouki”, il “banjo”, la chitarra e il “bodhrán” (tamburo) e piccoli strumenti a percussioni ritmiche (come i cucchiai, le ossa etc).

Le composizioni irlandesi più rappresentative sono “reels”, “jigs”, “hornpipes”, “polkas”, “slides” e “slow airs”, “stratspheys”, “highland”, “vals”, “march”.
Le prime testimonianze di musica irlandese risalgono al I secolo a.C., agli inizi della società celtica, in cui si cantavano soprattutto argomenti religiosi con l’accompagnamento dell’arpa. L’arpa rimase alo strumento principale per accompagnare la narrazione dei poemi amorosi e per gli intrattenimenti di corte, tanto che il suonatore di arpa (detto “cruitire”) diventa un membro della nobiltà locale.

L’arpa con il passare del tempo diventerà un simbolo dell’Irlanda tanto da comparire su monete e sul logo della principale casa produttrice di birra.
Numerose testimonianze storiche evidenziano che a partire dal Medioevo in Irlanda si diffusero numerosi strumenti a corda, a fiato e a percussione e questi testimoniano anche come la musica e i musicisti irlandesi avessero una notevole considerazione che oltrepassava i confini nazionali. Tra i musicisti più famosi di questo periodo c’è “Giraldus Cambrensis” o “Giraud de Cambrie”, ecclesiastico gallese che esalta la musica e l'arpa.

Terra di conquista – ai Normanni seguirono gli Inglesi – gli irlandesi hanno sempre cercato di rivendicare la propria identità e di conservarne le peculiarità: essi fanno della musica un importante strumento di aggregazione, di unione, di orgoglio nazionale. per questo numerose leggi cercarono di osteggiare i musicisti e la musica irlandese come simbolo di coesione nazionale.
Dal XVII secolo si diffondono dei canti amorosi chiamati “Seán-Nós” e cui poi seguirono le canzoni patriottiche dette “aislingì”, in cui la patria Irlanda veniva identificata come una figura femminile e osannata.

Nel corso del XIX in Irlanda i nobili iniziano ad appassionarsi alla raccolta di canzoni e melodie popolari chiamata “pub sing-song”, canti conviviali che risuonano la sera nei pub. Inoltre si dà sempre più spazio alle canzoni irlandesi basate sull’improvvisazione e accompagnate da musica che sono diventate famose con il nome di “ballads” a cui si contrapponevano le “macaone”, canzoni il cui testo è cantato in una lingua che abbina al gaelico originario espressioni dialettali o inglesi.

Mentre nelle campagne risuona la musica tradizionale come elemento caratterizzante della vita collettiva, a Dublino si assiste ad una crescente “anglicizzazione” musicale, che si accentua con la diffusione di jazz e blues dagli Stati Uniti alla fine del secolo a causa degli spostamenti di monti irlandesi da e per l’America.
Nel secolo successivo divenne particolarmente famoso il canto tipicamente irlandese detto “Lilting”, nel quale si susseguono in maniera rapidissima sillabe convenzionali e senza significato (come “dum, deedle, da”...), nato da situazioni nelle quali mancavano strumenti per far ballare.

I musicisti diventano degli itineranti girovaghi che oltre a cantare fanno anche altri mestieri per mantenersi nella vita quotidiana. Loro, in ogni caso, svolgono un ruolo fondamentale di diffusione, raccolta, rielaborazione e creazione della tradizione musicale e spesso hanno una vita ascetica e isolata nella società, testimoniata anche dal fatto che usano un linguaggio, detto “Shelta”, “Gammon” e “Minker's Torri”, un linguaggio incomprensibile alla popolazione che si contrapponeva ad una melodia incalzante e allegra.

La grande opera svolta dalla “Lega irlandese” ha fatto siche negli ultimi anni la musica irlandese si è vivificata evolvendosi e riscoprendo la sua autenticità, mescolandosi anche con sperimentazioni linguistiche e musicali. Oltre che alla musica folk tradizionale, l'Irlanda ha un ricco repertorio di musica classica contemporanea, che tuttavia non gode di grande popolarità in Irlanda e all'estero grazie a gruppi musicali come Stiff Little Fingers, Aslan, U2, Horslips, Clannad, The Cranberries, The Clancy Brothers, The Corrs, Van Morrison, Thin Lizzy, Hothouse Flowers, Ciarán Farrell, Sinéad O'Connor, Enya, My Bloody Valentine, Rory Gallagher, Republic of Loose, The Wolfe Tones e The Pogues.